venerdì 9 novembre 2007

Pere e baracchini...

Recensione inviata da Nico

Avrei voluto e dovuto parlarvi del ristorante trattoria “La rete”, noto locale della periferia metropolitana milanese in cui il pesce, talvolta fresco e talvolta meno, occupa il ruolo cardine all’interno del menù. Avrei dovuto raccontare circa gli innumerevoli antipasti ( da ricordare soprattutto le capesante gratinate) che ci sono stati serviti e degli ottimi spaghettini “bianchi alle vongole”…
Tutto questo avrei dovuto…..e invece il Cirella mi ha chiamato ricordandomi che venerdi 2 novembre ci sarebbe stato il derby tra Lugano ed Ambri e quindi non potevo mancare. Così anche questo anno non ho fatto mancare il mio apporto alla squadra lacustre, spronato dal fascino della Resega addobbata di colori e riempita di cori, ma anche, piacevolmente trascinato dal profumo dei bradwust (ma come minchia si scrive’?), cotti nella zona antistante il palazzo del ghiaccio. Certo, la concorrenza tra i venditori ambulanti presso cui poter per assaggiare uno stuzzichino pre partita non è molta, pochi sono i “BARACCHINI” dislocati nei pressi del suddetto complesso sportivo, eppure, c’e n’è uno che si distingue per semplicità e genuinità. L’offerta è essenziale, bradwust con la sorprendente aggiunta, da questa stagione, della LUGANIGA NOSTRANA, come recita il cartello di carta appeso ai fianchi del gazebo e rigorosamente scritto a mano. La consistenza dei prodotti venduti è garantita dalle rotondità delle forme del venditore (120x150), il gusto ve lo garantisco io. Nessuno pretende di scoprire l’acqua calda e non è neppure necessario aver frequentato un corso intensivo di Gualtiero Marchesi per poter sbattere un salsicciotto in padella, tuttavia, il bradwust (dimensioni medio grandi e colore biancastro) cotto alla piastra e semplicemente servito su un piattino di carta accanto alla salsa prescelta (la senape è la sposa migliore senza discussione), accompagnato da un a birra alla spina possibilmente di bassa gradazione, riempie lo stomaco per qualche ora ed il cuore per qualche secondo.
Ho quindi coniato un nuovo motto “al contadino (leventinese) non far sapere quanto è buono il bradwust con le pere (tre, come quelle prese dall’Ambrì!)”


Contadino leventinese

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